Post office – Charles Bukowski

Voto: 7

Descrizione: Bukowski è uno scrittore che o si ama o si odia.
Per chi conosce i suoi scritti potrebbero apparentemente sembrare tutti uguali; vita dissoluta e totalmente allo sbaraglio, alcool, sesso e ancora alcool.
In questo romanzo Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, è alle prese con il lavoro che sembrerebbe essere quello giusto; quello del postino. Nella sua testa infatti i postini avevano l’ardito compito di infilare buste nelle cassette delle
lettere e di consumare veloci rapporti con malcapitate signore.
Una volta assunto viene lentamente divorato dalla routine
monotona che lo accompagnano giorno dopo giorno. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell’alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l’insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la
contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all’ippodromo e “movimentate” nottate
in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a “guadagnarsi” il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell’immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa. Ambientato nella periferia della città di Los Angeles vale la pena di riscoprire questo scrittore che ha prodotto, almeno per me, un genere di narrativa fuori da ogni schema.

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